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Amare con i piedi per terra
Nel Vangelo Gesù ci insegna che essere i primi, essere importanti nel suo Regno, vuol dire seguire il suo esempio e servire gli altri, aiutarli, in special modo i più deboli e meno dotati. Occasioni non ne mancano!
L'umiltà è una nota distintiva, uno dei fondamenti della vita cristiana autentica, perché è la dimora della carità. Sant'Agostino afferma: «Se mi chiedete che cosa vi è di più essenziale nella religione e nella disciplina di Gesù Cristo, vi risponderò: La prima cosa è l'umiltà, la seconda, l'umiltà, e la terza, l'umiltà». Nella Chiesa del III secolo ai ministri era raccomandato: «Se giunge una persona importante di questo mondo mentre presiedi, parli o ascolti o leggi la Parola di Dio, tu, celebrante, non interrompere il tuo ministero liturgico per riguardo a quella persona: ci penseranno i fratelli ad accoglierlo... Ma se arriva un povero o una vedova o un vecchio e non vi è posto per sedersi, tu, anche se sei vescovo, fagli posto cordialmente, anche se dovessi sederti per terra!». Stupendo! La parola umiltà deriva da «humus», cioè terra. È umile chi ha i piedi per terra, chi riconosce le cose così come sono, senza gonfiarle o stravolgerle per ambizione o interesse.
La vera umiltà è «verità». È riconoscere che al primo posto di ciò che noi siamo, facciamo o diciamo c'è Dio. È Lui il protagonista principale della nostra vita, non «io». C'è una bellissima e semplicissima giaculatoria che si potrebbe recitare tutti i giorni ed è questa: "Sono niente, posso niente e valgo niente".La vera umiltà riconosce che tutto è dono di Dio. La vera umiltà ci porta a compiere opere di bene e di servizio unicamente per amore e per amore di Dio. Umiltà e carità vanno di pari passo, si armonizzano.Cominciamo subito ad allenarci all'umiltà. Se ogni giorno faremo un passettino, presto riusciremo a vivere come Gesù ci invita a fare.
Insieme n° 35/2010
La correzione, un amore delicato
C'è un valore messo in naftalina, dimenticato. Lo ripropone la lettera agli Ebrei quando si domanda: «Qual è il figlio che non viene corretto dal padre?».
In un libro quasi autobiografico dal titolo «La Signora Teresa» (1977), Giovanni Mosca - umorista e vignettista scomparso - parla del padre, impiegato dello Stato, e racconta di quella volta che era andato a trovarlo nel suo ufficio...«Aprii un cassetto della sua scrivania, ne trassi una matita rossa e blu appuntiva da tutt'e due le parti, me la misi in tasca. Uscimmo. La strada era breve... Ma, giunti a trenta passi da casa, proprio davanti al cancello del giardino di Palazzo Barberini, "Vedi, papà, che cosa ho preso?", e gli mostrai la matita. Non disse una parola. Mi prese per mano e tornammo indietro... Rientrammo in ufficio, e qui mio padre parlò: "Restituisci la matita". La prese, la ripose nel cassetto, e mostrandomi le molte al cui fascio, legato con un elastico, l'avevo sottratta: "Queste matite non appartengono a noi, ma allo Stato. Io posso adoperarle solo perché scrivendo con esse, lo servo, ma tu, prendendole per il tuo piacere, commetteresti un furto, saresti un ladro", e pronunciò la parola sottolineandola duramente.
Per colpa di mio padre eccomi onesto. Ho fatto di tutto per togliermi questo marchio di dosso. Non ci sono riuscito? Ne chiedo scusa per lui e per me». Educatori ed educandi... abbiamo fatto tutto il nostro dovere? La correzione non è una sentenza di condanna, ma la convinzione realistica della fragilità. Ne consegue un cammino per prevenire una colpa, l'aiuto al fratello in difficoltà, un atteggiamento di amore, il superamento della tentazione di emarginazione o di giudizio morale...
Insieme n° 34/2010
Organo a canne nella chiesa parrocchiale
"Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti".
Così si esprime il Concilio Vaticano II nel documento sulla divina Liturgia. La Parrocchia in perfetta armonia con il Comune di Serrenti si appresta a realizzare un'opera altamente culturale e di arricchimento artistico-religioso per la parrocchiale che sarà di vanto per l'intera comunità serrentese.
Si tratta della installazione di un Organo a canne fabbricato in Germania, già collaudato. Sostituirà degnamente l'Organo antico, andato disperso negli anni cinquanta. Lo strumento è a trasmissione elettrica con consolle mobile dotata di due tastiere manuali e pedaliera, 17 registri reali e due corpi distinti con 1700 canne che verranno ubicati nelle due cappelle laterali con prospetti simmetrici in legno riportanti il disegno della bussola di chiesa.
Ci affidiamo alla generosità dei parrocchiani cui proponiamo l'acquisto simbolico di almeno una canna per famiglia con il contributo di 50 euro.
IL CREDO MARIANO
Credo in Maria Santissima
Madre di Cristo e perciò della Chiesa.
E ci credo fermamente,
con tutta la mente e con il cuore.
Credo nella sua maternità divina,
nella sua perpetua Verginità,
nella sua Immacolata Concezione,
nella sua missione Corredentrice,
accanto al Figlio Redentore.
Credo nella sua Assunzione
e glorificazione celeste
in corpo ed anima;
e in Maria che è immagine della Chiesa
e che dovrà avere il suo compimento
nell’età futura ed eterna.
Credo nella sua Maternità Spirituale,
ed ecclesiale
nella sua Maternità ecclesiale,
nella sua Regalità universale,
di misericordia e di pace.
Credo nella sua Mediazione di grazia,
nella sua missione di Madre nella Chiesa,
nella sua potente intercessione,
per lo sviluppo della vita divina nelle anime.
Credo nella sua presenza di amore
accanto a ciascuna creatura,
come madre, maestra di fede,
ausiliatrice e mediatrice.
Credo nel trionfo finale ed universale
di Cristo e del Cuore Immacolato di Maria,
nell’oggi della storia e nell'età futura
perchè questa è la sua ora!
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